L’ORGOGLIO

È il nemico, che crea non pochi problemi.
La megalomania dell’uomo produce gli indesiderati frutti della vanità.
Quando si espande quel senso di superiorità, quando non c’è il coraggio di ammettere i propri errori o di dover confessare di essere stati corretti, da coloro che venivano sottovalutati, questo è l’orgoglio!
Satana ne sa qualcosa poiché i suoi pensieri sono descritti dal Profeta Isaia:
SALIRO’ SULLE SOMMITA’ DELLE NUBI, SARO’ SIMILE ALL’ALTISSIMO.
INVECE TI HANNO FATTO DISCENDERE NEL SOGGIORNO DEI MORTI, NELLE PROFONDITA’ DELLA FOSSA!
Isaia Cap. 14 Vers. 14 e 15.
I pensieri, prodotti dall’orgoglio, sono l’ apri pista di ogni contrasto.
Non c’è la capacità di accettare o di accontentarsi di quello che Dio Amorevolmente ci Offre, per paura che gli altri abbiano una considerazione meno dignitosa di noi.
Basta pensare soltanto a una cosa, che gli altri non ci tengono d’occhio, perché in un’epoca fondata sul ritmo frenetico , non c’è tempo neanche di analizzare le cose che ci riguardano individualmente.
Quest’idea che si basa sulla preoccupazione del giudizio altrui è teoricamente e praticamente infondata!
Poiché, più ci preoccupiamo del giudizio degli uomini e meno ci preoccupiamo del Giudizio di Dio, più ci preoccupiamo del Giudizio di Dio e meno ci preoccupiamo del giudizio dell’uomo.
Esistono credenti, che non hanno niente di cui vantarsi, eppure sono i più presuntuosi e vivono una triste comunione con Dio, perché sono più concentrati a produrre un interesse positivo da parte degli uomini e non da parte dell’ Eterno.
Sono gli ipocriti, che fanno di tutto per essere notati.
Non c’è opera della quale si sono resi protagonisti, che sia rimasta insoluta.
E non c’è cosa che abbiano subito e che non sia venuta alla luce.
È triste essere autolesionisti, impostare la propria vita con idee superlative e arrivare a comprendere di non avere nulla di speciale.
Anche a questo c’è una risposta biblica:
IL CUORE E’ INGANNEVOLE PIU’ DI OGNI ALTRA COSA, E INSANABILMENTE MALIGNO.
Geremia Cap. 17 Vers. 9.
L’orgoglio, rappresenta anche la condizione contraddittoria di ogni credente:
POICHE’ CIO’ CHE FACCIO, IO NON LO CAPISCO: INFATTI NON FACCIO QUELO CHE VOGLIO, MA FACCIO QUELLO CHE ODIO. Romani Cap. 7 Vers. 15.
E questo è un principio risolutivo!
Iniziare ad ammettere le nostre squallide condizioni, dettate dal nostro io, sentendo il pentimento e l’inutilità davanti agli Occhi Dio!
L’orgoglio è un peccato!
SE DICIAMO DI ESSERE SENZA PECCATO, INGANNIAMO NOI STESSI, E LA VERITA’ NON E’ IN NOI.
SE CONFESSIAMO I NOSTRI PECCATI, EGLI E FEDELE E GIUSTO DA PERDONARCI I PECCATI E PURIFICARCI DA OGNI INIQUITA’.
SE DICIAMO DI NON AVER PECCATO, LO FACCIAMO BUGIARDO, E LA SUA PAROLA NON E’ IN NOI.
Prima Giovanni Cap. 1 Vers. 8, 9 e 10.









