L’INDIGENZA

L’asse ha suddiviso le strade
E i granelli d’inverno
Farcirono le piaghe.
I falò mattutini
Richiamavano i più indifesi
E nel bisogno:
Anche i più freddi si erano arresi.
Muri discinti, piazze mai nate
Accordi soppressi
E mete abbandonate.
Il disordine rendeva tutto più vero
E oltre il margine:
i manifesti lungo un aspro sentiero,
Invecchiati precocemente
Mentre i nobili sussurravano a cavallo
Credendo di appartenere
A una natura più possente
Mentre il ceppo firmò una notte da sballo
Quando il presente del potere all’epoca
Ipotecò tutto senza alcun intervallo.









