LA TUA INDIPENDENZA.

Per il bene della tua vita: è necessario credere in Dio Accettando Cristo Gesù e secondariamente, credere in tutto quello che fai.
Nella migliore delle ipotesi, è necessario che tu abbia un riferimento degno e concreto della vita, costruendo nel tuo piccolo (tanto per iniziare) dei principi fondamentali che saranno utili in futuro a sostenere la tua personalità.
L’attributo che manca in questa generazione, è sicuramente la convinzione!
Tu devi indagare la vita e le persone che ti circondano per poi capire cos’è che manca
Una volta che hai masso a fuoco questa realtà, inizia a renderti utile colmando i vuoti che tutti gli altri: non hanno voluto o non hanno saputo riempire.
Nella migliore delle ipotesi ti dirò che:
VOLERE E POTERE.
Quindi la tua convinzione, deve superare di gran lunga qualsiasi realtà volta a creare figure e panorami incerti.
Non si tratta di cogliere l’attimo sfruttando il quoziente fortuna.
Si tratta di discernere e di avere chiarezza in base alle prove che riesci a raccogliere e che non possono essere messe in discussione da nessuno!
Se oggi stai cercando nel tuo io una personalità incisiva, inizia a materializzare l’impatto.
La pratica è il miglior modo per imparare e nella tua vita, devi augurarti, di commettere più errori che successi.
Il prototipo giusto sarebbe: piccoli errori continui da cui trarre insegnamento e grandi e pochi successi anche se momentanei che forniscano prova del tuo modo di recepire.
Quando sarai convinto di te stesso, l’indipendenza che forse sognavi o sogni ancora, cadrà indelebile su di te e nessuno potrà mai strappartela soprattutto se riesci a comprendere, i momenti in cui devi apprendere e i momenti in cui (con l’aiuto di Dio) dovresti insegnare.
L’altro giorno, lavoravo nel mio giardino, ero intento a compiere la potatura delle viti, ero così sicuro di me stesso che ho iniziato a sottovalutare i criteri che mi avevano impartito riguardo all’uso: di strumenti molto taglienti e come risultato, mi sono procurato un gran bel taglio alla mano sinistra.
Il sangue scorreva vistosamente, sui miei indumenti e sprovvisto di un pronto soccorso, dovetti avviarmi a casa per dare le opportune medicazioni.
Ringrazio Dio per tutto questo perché in me, non vi era alcun risentimento d’animo e riflettendo ulteriormente, ho dedotto che con quell’atteggiamento mi sarei potuto procurare qualcosa di più grave e a quel punto ho detto in preghiera: -Signore Ti ringrazio perché non hai Permesso il peggio e questo mi è servito per imparare qualcosa in più, sull’impiego dell’attrezzatura da lavoro-
Dopo questa lezione Permessa da Dio nei miei riguardi cerano due cose da fare urgentemente: ritornare nel luogo in cui era avvenuto l’incidente, per non lasciare spazio a paure che in queste circostanze iniziano a lievitare e lavorare utilizzando il giusto equilibrio.
Detto fatto, son ritornato nel medesimo luogo, venti minuti dopo l’incidente e dopo pranzo ho continuato fino a levar del sole e ringrazio Dio per quello che Ha Permesso.
Ricordatevi che nella vita: piccoli errori grandi successi, grandi errori piccoli successi.
La sofferenza se quotata e recepita nel modo giusto può emanare fluido, se recepita in maniera non idonea può recare solamente danno causando una matrice intimidatoria che può renderci schiavi.








